Al momento stai visualizzando Attraverso il tempo. I Capitani dell’Arte nel dopo guerra

Attraverso il tempo. I Capitani dell’Arte nel dopo guerra

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:news
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Illustri studiosi come l’Abate Mostarda e più tardi il Prof. Sassi, hanno scritto che poche sono le notizie arrivate fino a noi dalla data di fondazione della Pia Università, 1326, ed ancora prima di quelle della Corporazione dei Cartai, 1293. Si sa che i Capitani dell’Arte, il Camerlengo, che in pratica gestiva la Corporazione e insieme a loro un Consiglio che rimaneva in carica per 6 mesi.  Grazie al lavoro di alcuni attuali Consiglieri e su mandato del Capitano dell’Arte, si sta analizzando il materiale presente in archivio da cui sono emerse notizie molto interessanti riguardo alla storia dopo la 2^ guerra mondiale. Con la morte di Giambattista Miliani nel 1937 termina la gestione della Cartiera e la partecipazione nella gestione della Pia Università da parte delle Famiglie Miliani e Vallemani, non potendo, per statuto del 1937 voluto dal Miliani, entrare in Consiglio donne. Nel 1996 con la revisione dello statuto questo impedimento venne cancellato.

Le sorelle Prudenza (1865-1950) ed Anna (1863-1950) Miliani resteranno vicine alla Pia spronandola nel proseguire le attività per cui era stata creata: aiuto ai cartai, religiosità e storia della carta. Giambattista Miliani rimane capitano dell’arte fino al 1937.

Giuseppe Bevione (1879-1976) fu il primo Capitano dell’Arte dopo circa 2 secoli ha non appartenere alle famiglie Miliani- Vallemani. Giornalista, Senatore della repubblica fino al 1943 fu capitano dal 1937 al 1945. Di lui, insieme ai dirigenti del tempo, si ricorda l’impegno nel salvataggio dello stabilimento di Fabriano dal tentativo di distruzione da parte dei tedeschi.

A lui successe Annibale Gilardoni (1873-1948) che guida la Pia dal 1946 fino alla sua morte nel 1948. Avvocato fu membro della consulta nazionale. Di lui nell’archivio della Pia rimane la nomina, la sua accettazione e la lettera di ringraziamento del figlio Piero alla lettera di condoglianze della Pia a seguito della morte del padre.

Altra figura del primo dopo guerra fu Ercole Chiri (1890-1980) anche lui membro della consulta, avvocato sindacalista guidò la Pia dopo la morte di Annibale Gilardoni dal 1948 al 1951. Diede una spinta al rilancio delle attività dell’Associazione.

Nel 1951 inizia il ventennale alla guida della Pia Università dei Cartai dell’Avv. Francesco Santoro Passarelli (1902- 1995), che rimase in carica dal 1951 al 1973. Laureato in giurisprudenza, insegnò in varie Università, tra cui Urbino. Durante il ventennale della sua carica come Capitano, non sempre il Santoro Passarelli fu presente a Fabriano durante le varie ricorrenze, vedi la festa dei Cartai il 22 luglio, e le incombenze maggiori furono a carico dei due Camerlenghi in carica durante quel periodo. Galliano Sereni, che fu poi Sindaco di Fabriano dal 1960 al 1970, e Lamberto Coccia che curò il primo Archivio Storico delle Cartiere Miliani; con loro collaborò attivamente Giovanni Ruggeri come segretario.

L’archivio dopo questi due non racconta di altri Camerlenghi, da qui in poi si parta di consiglio direttivo, di vice camerlengo, Sandro Farroni,  Lanfranco Spadini e Gino Rossi per poi arrivare a Carlo Bennati dal 1982 tuttora in carica.

Con l’acquisto delle Cartiere Miliani da parte dell’INA fu nominato Capitano dell’Arte Mario Dosi (1903-1978) deputato prima, senatore poi ricopri la carica di presidente dell’INA e conseguentemente nominato Capitano dell’Arte dal 1973 al 1976. Di lui possiamo ricordare l’ampliamento dello stabilimento succursale con la costruzione della linea F3 e la conseguente fermata dello storico stabilimento Centrale.

Vittorio Morgera (1919 -1984) laureato in giurisprudenza è stato Amministratore delegato delle Cartiere Miliani, Consigliere di Amministrazione della SIVA e Presidente della CARGEST ; è stato in carica come Capitano dell’Arte dal 1976 al 1981. A lui si può assegnare la ristrutturazione dello Stabilimento di Castelraimondo e di quello di Pioraco.

Anche se ufficialmente l’ Avv. Alfredo Maggi viene nominato direttore generale del Poligrafico dello Stato, azionista di maggioranza delle Cartiere Miliani, nel 1986, probabilmente dal 1981 e fino alla vendita del Gruppo Miliani ha ricoperto il ruolo di Capitano della Pia Università.

Durante le trattative di vendita del Gruppo Miliani e subito dopo, si ebbe un periodo di “sede vacante” finito dopo con l’acquisto delle Cartiere da parte del Gruppo Fedrigoni e  la conseguente nomina nel 2002 di Giuseppe Fedrigoni.  Alla sua nomina rispose accettando molto volentieri.

Nel 2007 il titolo passo al fratello Alessandro, che va ricordato per l’impegno, anche economico, per il restauro della Chiesa di Santa Maria Maddalena a seguito del terremoto del 2016.
Oggi il Capitano dell’Arte, finalmente in sede a Fabriano dal 2020, è l’Ing. Antonio Balsamo.

Un discorso a parte per la figura ed amore per Fabriano e la sua cartiera è quello per Don Luigi Tosti 2° Duca di Valminuta (1871 -1958). Consigliere delegato delle Cartiere Miliani, che probabilmente ha ricoperto la carica di Capitano dell’Arte tra il 1945 e il 1946, ha lasciato un marchio indelebile sulla storia della cartiera e della Pia Università. Oltre alla sua raccolta di filigrane, va ricordato per un lascito con cui diede vita ad un premio, a lui dedicato, per i figli dei cartai meritevoli dal punto di vista scolastico.

Se per il Camerlengo l’Archivio storico Della Pia Università non ha dato molte indicazioni, così non è per gli Assistenti Ecclesiastici, che vengono nominati dal Vescovo Diocesano.

Fino al 1954 fu Don Pietro Bargagnati Braccini (1867 -1954), a lui segui Don Dario Mei dal 1954 – 1967. Di Don Dario si ricorda l’udienza generale con il Santo Padre Giovanni XXIII del 1959. Allora parroco della cattedrale di San Venanzio, conservava sopra la sua scrivania la foto dell’incontro col Papa. Da ricordare inoltre, gli auguri espressi dalla Pia per l’ordinazione del nipote Don Aldo avvenuta il 15 Agosto del 1955.

Con la creazione della Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, la carica di Assistente Ecclesiastico e quella di Parroco sono diventate un unico incarico. Don Oscar Venturelli fu parroco e assistente dal 1967 – 1979. Da ricordare la posa della prima pietra della Chiesa di San Giuseppe Lavoratore il 22 luglio 1964 Festa di Santa Maria Maddalena da parte di Mons Macario Tinti allora Vescovo di Fabriano.

A seguito della morte occorsa a Don Oscar a causa di un incidente automobilistico divenne parroco Don Silvano Lametti che restò in carica fino alla sua prematura scomparsa dal 1979 al 2013. Da ricordare la camera ardente allestita nella nostra Chiesa di Santa Maria Maddalena.

A Don Silvano è succeduto Don Tonino Lasconi attualmente in carica come Assistente, e non più parroco di San Giuseppe per raggiunti limiti di età (Archivio storico Pia Università dei Cartai).

Franco Oppietti


Lascia un commento