In occasione della 4^edizione di “Carta e Cultura”, la Pia Università dei Cartai ha inserito 3 appuntamenti legati al culto della Maddalena. Qui riportiamo quello riguardante la Maddalena nei Vangeli.
L’intervento è stato preceduto dalla presentazione della Professoressa Sidonia Ruggeri
Prezioso è l’intervento di Madre Maria Battista Boggero, all’interno dell’evento “Fabriano carta è cultura” sulla Maddalena nei Vangeli, non solo ai fini di una conoscenza più profonda della Santa, ma anche per averci permesso di godere, con maggiore consapevolezza, dell’intervento successivo sulla Maddalena nell’arte. Madre Maria Battista Boggero, laureatasi in Filosofia negli anni ’50, presso l’Università Cattolica di Milano, è monaca benedettina dal 1961 e vive a Fabriano da più di 50 anni. Fino al 2015 è stata Madre Abbadessa del Monastero benedettino femminile di San Luca in Fabriano, dove continua a vivere come Badessa emerita. Monastero, questo, molto caro a noi fabrianesi e da Lei guidato con profonda fede e sapienza, che costituisce una testimonianza preziosa della presenza quasi ininterrotta del monachesimo benedettino femminile a Fabriano. È nota per la sua vivacità culturale e per la sua autorevolezza nell’ambito della cultura teologica, biblica e liturgica. Di alto spessore sono, inoltre, i suoi numerosi contributi sulla Regola e la spiritualità benedettina e sulla formazione monastica, alla luce dei documenti del Concilio Vaticano II.
CONFERENZA SU MARIA MADDALENA
La figura di Maria Maddalena è cresciuta nel tempo; è stata trasformata, adattata, confusa, diventando oggetto di ardite narrazioni agiografiche. Maria Maddalena è comunque sempre presente nell’immaginario popolare e in quello artistico. A lei sono legati nomi di grandi pittori e scultori, come Cimabue e Giotto che la raffigurano nelle Crocifissioni, quella di Assisi e quella degli Scrovegni a Padova; a lei è legata la raffigurazione del Cavallini, sempre ad Assisi, un dipinto di Piero della Francesca ad Arezzo, una scultura di Donatello nel Duomo di Firenze. E la tela di Orazio Gentileschi a Fabriano. Da parte mia mi limiterò a considerare quanto di lei ci dicono i Vangeli per poterla cogliere come la “discepola”. M.Maddalena viene menzionata in tutti e quattro i Vangeli che ci offrono versioni differenti e analoghe circa la sua presenza accanto alla persona di Gesù. Va subito notato che nei Vangeli i personaggi femminili sono citati quasi sempre in modo generico e anonimo, per esempio la vedova di Naim, la donna emorroissa. M.Maddalena invece è l’unica a essere chiamata per nome in tutti i testi ; è questo un segno di autorità e notorietà all’interno del gruppo dei discepoli. Possiamo porci subito una domanda: perché la specificazione di questo nome? Normalmente nella cultura patriarcale la donna viene nominata in riferimento al marito o al padre, moglie di, figlia di. La tradizione esegetica considera il nome Maddalena derivante dal suo luogo di nascita, cioè dal villaggio di Magdala che può essere una località vicino a Cafarnao, luogo da cui provengono tutti i discepoli. Magdal in aramaico significa torre, può essere probabile quindi che Maddalena sia un soprannome galilaico che più che significare il luogo di origine voglia indicare una posizione di preminenza fra i discepoli. Di fatto nei testi (Mc 15,47; Mc 16,1-9; Mt 27,56; Lc 24,10; Gv 19,25) gli evangelisti non dicono Maria da Magdala, ma Maria la Maddalena, indicando più una qualità che una provenienza. E’ questa la tesi della biblista Maria Luisa Rigato che tende a tradurre Maddalena come “colei che fu resa grande”, cioè che visse un rapporto particolare con Gesù. Ed è questa anche l’interpretazione anche della tradizione antica di Gerolamo e Origene nel commento a Giovanni. In tutti questi testi M.Maddalena è ricordata come colei che era presente ai piedi della croce, a volte con Maria, la Madre di Gesù, come in Marco 15,47, a volte con altre donne. Inoltre viene ricordato il suo portarsi al sepolcro, in Mt 22 “erano davanti al sepolcro Maria di Magdala e l’altra Maria”, mentre Luca 24,10 precisa che di buon mattino le donne si recarono al sepolcro con gli aromi. Tutti i testi poi parlano dell’incontro con il Risorto e della corsa spaventata delle donne per annunciarlo ai discepoli.
Teniamo presente un momento questa sequenza degli avvenimenti menzionati che può essere molto significativa. Per la Maddalena c’è anzitutto l’esperienza della morte del Signore, conoscere il suo essersi fatto obbediente fino alla morte, morte di croce, come dirà san Paolo. Conoscere cioè questa estrema partecipazione del Signore alla nostra debolezza; poi c’è il desiderio di essere vicino per rendere omaggio al corpo del Signore portando i profumi. C’è quindi l’incontro con il Risorto nella sua nuova e definitiva condizione di vita, a cui segue il bisogno di essere confermata nella sua esperienza da parte degli apostoli e insieme condividerla e annunciarla. E’ il percorso della fede cristologica: riconoscere la concretezza del mistero del Suo amore nel suo farsi carne, adorare il Suo corpo riconoscendolo nella gloria della risurrezione. E’ questa l’esperienza di Maria che viene riproposta a tutti i credenti; così M.Maddalena, insieme a Maria, la Madre di Gesù è per la comunità primitiva la discepola più importante, ricordata come prima testimone del Risorto. E possiamo dire “tipo” dell’esperienza cristiana. Prima di questo momento centrale va anche tenuto presente che i Vangeli sinottici presentano la Maddalena come colei che insieme ad alcune donne, Giovanna e Susanna, hanno seguito il Signore nella sua predicazione itinerante durante la vita terrena:
1 In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. 2 C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, 3 Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.
In questo testo c’è una precisazione particolare, “liberata da sette demoni”. Non è facile definire cosa rappresentino i demoni, sette intanto dice una pienezza. nella cultura ebraica, coeva al Nuovo Testamento i demoni sono ritenuti responsabili di sofferenze, malattie e disturbi mentali (pensiamo alle varie guarigioni, l’epilettico, l’indemoniato di Gerasa, etc..) ; non designano quindi vizi, nei Vangeli si parla di Gesù che libera da spiriti cattivi, indicando questo potere come segno di salvezza, segno dell’avvento del Regno annunziato ai poveri. Maria viveva quindi una situazione di malessere grave, ma non di devianza morale, di peccato e nulla fa pensare, partendo dai Vangeli, che fosse una prostituta come indicherà poi una tradizione seguente a partire da Gregorio Magno, che unifica tre figure evangeliche distinte, Maria di Magdala, Maria di Betania e la peccatrice anonima del Vangelo di Luca.
Oggi teniamo ben distinte queste tre donne.
Non si fa menzione nei Vangeli di come e quando Gesù abbia guarito la Maddalena da un male profondo, ma di fatto è da questo momento che parte il suo mettersi al seguito di Gesù e partecipare alla vita del gruppo, condividendo con gli altri discepoli un progetto di vita ed evangelizzazione. Ella ci si presenta così come la donna che ha sentito l’invito “Seguimi” parola tipica detta ai discepoli e inoltre ci fa guardare alla comunità dei discepoli come una comunità inclusiva che riceve da parte del Signore Gesù ruoli diversi per l’annuncio del Regno, ed è proprio a lei che viene consegnato l’annuncio della Risurrezione da portare ai discepoli “Vai dai miei fratelli!” E’ questo che oggi ci fa riconoscere e riabilitare la Maddalena come Apostola degli Apostoli (titolo che Papa Francesco le ha ufficialmente attribuito anche se risale a San Tommaso d’Aquino) e riproporre i termini del ruolo femminile nella Chiesa. Ma c’è un’attenzione particolare da porre alla menzione della Maddalena nel Vangelo di Giovanni; in questi testi il verbo che accompagna sempre il riferimento alla persona della Maddalena è il verbo “stare”: Maria stava ai piedi della croce, Maria stava presso il sepolcro dove incontrerà il Risorto. E’ questo legame, questa disponibilità coraggiosa all’accoglienza del Signore, alla novità della sua manifestazione, al mistero del suo amore crocifisso e all’annuncio impensabile del Risorto che la caratterizza e che ella ci ripropone: stare fermi nella fede per accogliere il mistero di Cristo Verbo del Padre e Risorto che Maria Maddalena indica a tutta la comunità cristiana come compito: stare presso Gesù nella fede. Un’ultima piccola osservazione curiosa, forse interessante per noi, Maria Maddalena è stata scelta come patrona di tante categorie (profumieri, parrucchieri, giardinieri) pensando al suo servizio di mirofora, per aver asciugato i piedi del Signore con i capelli, per la sua esperienza di incontro nel giardino, come dice Giovanni. Qui a Fabriano viene associata ai cartai per un miracolo attribuito alla sua intercessione: un operaio travolto da un macchinario mentre lavorava alla carta e per l’intercessione di lei salvato.
Leggenda o meno continuiamo per l’intercessione di Maria Maddalena, a chiedere guidati dalla fede popolare di imparare a incontrare e seguire il Signore Gesù e la sua verità, al di là di ogni travolgimento.
Madre M. Battista Boggero Monastero San Luca – Fabriano
10 settembre 2026
Museo della Carta Fabriano
